Sarah Waters
Sarah Waters (Neyland - Galles, 1966) torna in Italia e a Bologna, dopo il tour del 2005 (con ArciLesbica), al seguito ora del suo nuovo apprezzatissimo lavoro, Turno di Notte (Ponte alle Grazie 2006; The Night Watch, Virago Press 2006).
Le sue prime opere, Ladra (Ponte alle Grazie 2004; Fingersmith, Virago Presso 2003), Affinità (Ponte alle Grazie 2004; Affinity, Virago Press 1999) e Tipping the Velvet (Virago Press 1998), ci hanno portato nel romanzo storico lesbico - al contempo opera romantica e romanzo d’avventura, di suspense o di formazione - ambientato in epoca vittoriana, curato nei minimi dettagli linguistici ed ambientali, costruito con raffinate atmosfere e intricate e coinvolgenti trame che accolgono le protagoniste e i protagonisti rendendoli fedeli e al tempo stesso originali attori del tempo che attraversano.
Con l’ultimo lavoro, Turno di Notte, Waters fa un balzo in avanti negli anni sino al 1947 a Londra, dove in mezzo alle macerie e all’inizio della ricostruzione postbellica, quattro vite si intrecciano nel dolore della perdita e nell’angoscia per il futuro, e viaggiano a ritroso nel tempo sino al 1941, seguendo il filo delle loro esistenze: la lettrice o il lettore si trovano così nel bel mezzo di un incrocio di destini, costellato di legami ambigui e segreti tra raid aerei, atti di eroismo relazioni illecite e avventure sensuali. Una storia d’amore e d’amicizia, di relazioni che, sfidando la durezza delle cose, continuano a produrre nuova esistenza.
Nel gennaio 2003 le è stato conferito il Premio Granta per i migliori venti giovani scrittori inglesi, ha ricevuto il Premio del South Bank per la Letteratura ed è stata nominata Autore dell'anno alla manifestazione British Book Awards. Finalista con Turno di Notte, al Booker Prize e all'Orange Prize, ha ricevuto i premi Somerset Maugham e Sunday Times Young Writer of the Year.
Stella Duffy
Stella Duffy (Londra, 1963), ha trascorso l’infanzia in Nuova Zelanda,
vive a Londra da oltre quindici anni. Personaggio eclettico, oltre ad
essere una prolifica scrittrice, è commediografa, attrice e cabarettista.
Ha recitato in Lifegame della compagnia Improbabile Theatre, e ha registrato
diverse commedie radiofoniche e la sitcom Losers per Radio 4 della BBC.
Oltre ai noir Stella Duffy ha pubblicato vari romanzi: Di coppia in
coppia (Donzelli 1998; Singling out the couples, Sceptre 1998),
l’unico romanzo non giallo tradotto in italiano, Eating cake (Sceptre
1999), Immaculate conceit (Sceptre 2000), State of happiness
(Virago Pbk 2004) la cui scrittura è stata influenzata dal cancro al seno
che nel 2000 ha colpito l’autrice, Parallel lies (Virago 2005).
Stella Duffy è inoltre co-editor del sito Tart City, nato per favorire
scambi e conoscenza tra scrittrici noir per promuovere un’idea di eroina
femminile lontana dagli stereotipi del genere. Nel 2002 da questa esperienza
è nata un’antologia di racconti gialli tutti al femminile (Tart Noir,
Pan Pbk 2002).
Stella Duffy è nota al pubblico italiano soprattutto per i romanzi gialli
con protagonista l’investigatrice Saz Martin: Calendar girl (Marsilio
2002; Calendar girl, Serpent's Tail 1994), La settima onda
(Marsilio 2003; Wavewalker, Serpent's Tail 1996), Beneath the
blonde (Marsilio 2005; Beneath the blonde, Serpent's Tail 1997),
Carne fresca (Marsilio 2006; Fresh flesh, Serpent's Tail
1999), e Mouths of babes (Serpent's Tail 2005) ancora inedito in
Italia.
Tradotte in cinque lingue, le crime stories della Duffy si ispirano alla
tradizione dell’hard boiled, inserendovi elementi innovativi che l’hanno
fatta acclamare come una tra i migliori scrittori noir della sua generazione.
I crimini al centro della narrazione sono particolarmente intriganti,
perché riguardano più che un movente “tradizionale” e facilmente riconoscibile,
come vendetta o denaro le zone oscure dell’animo umano, l’amore che diventa
ossessione, il potere distruttivo delle menzogne e dei non detti. Le lettrici
lesbiche sono poi attratte dalla rappresentazione del mondo in cui si
muove Saz e dalla sua rete di relazioni, tanto più che questo elemento
è perfettamente organico al plot e nulla toglie alla suspance.
leggi :> l'intervista a Stella Duffy di
Elisa Manici ed Anna Muraro
Ali Smith
Ali Smith (Inverness - Scozia, 1962) esordisce nel 1995 con la raccolta
Free Love (Feltrinelli 2007; Free Love and Other Stories,
Virago 1995) dando subito prova del suo originale “sguardo nuovo” che
con ironia, immediatezza e col piacere di giocare con la lingua, riesce
ad attraversare una forma, quella del racconto, che è invece chiusa e
ben strutturata.
Un equilibrio che le permette di vincere il Saltire First Book Award e
che si ritrova nelle successive raccolte: Altre storie (e altre storie)
(minimum fax 2005; Other Stories and Other Stories, Granta 1999),
dodici storie in cui il mondo materiale si intreccia al mondo soprannaturale,
il quotidiano all’imprevedibile; e The Whole Story and Other Stories
(Hamish Hamilton 2003), in cui molteplici voci dissonanti si accumulano
per raccontare una storia che non è mai definitivamente “whole”, completa
ed unica.
Anche quando si mette alla prova con la forma del romanzo, Ali Smith non
costruisce mai storie chiuse e finite. In Like (in corso di pubblicazione
in Italia; Virago 1997), suo primo romanzo, la storia di un’amicizia supera
i confini di spazio e di tempo per intrecciarsi ad altre storie, di altre
amicizie, di altre famiglie, di altre nazioni. In Hotel World (minimum
fax 2004; Hotel World, Hamish Hamilton 2001), il Global Hotel fa
da ricettacolo alle storie di cinque donne. Metafora della struttura sociale
e del raccontare, in una sola notte in questo hotel si incontrano donne
molto diverse fra loro, appartenenti a classi diverse e con diverse esperienze
da raccontare, di vita e di morte. Come ha detto Smith in un’intervista,
questo suo secondo romanzo “parla del coraggio che ci vuole a vivere in
una società che finge che la morte non esista”. Il romanzo viene selezionato
per i prestigiosi Orange Prize for Fiction e Booker Prize for Fiction.
Due premi per i quali è stato selezionato anche l’ultimo romanzo di Ali
Smith, Voci fuori campo (Feltrinelli 2005; The Accidental,
Hamish Hamilton 2005), al quale viene assegnato il Whitbread Novel Award.
Ispirato anche da Teorema di Pasolini, in questo romanzo Smith ci mostra
come un incontro apparentemente casuale può completamente trasformare
le vite di una ragazza di dodici anni e della sua famiglia. E' uscito da
pochi giorni il suo ultimo libro: Girl Meets Boy (Canongate 2007). Ali Smith
ha anche scritto per il teatro (The Seer, 2006) e pubblica regolarmente
contributi su The Scotsman e The Times Literary Supplement.
Ali Smith attualmente vive a Cambridge.
leggi :> l'Intervista ad Ali Smith di Antonia
Ciavarella
Mary Dorcey
Mary Dorcey (Dublino, 1950) ha dedicato il suo impegno artistico alla rappresentazione (in prosa e in poesia) di donne e lesbiche ‘comuni’, capaci di esprimere la loro eccezionalità nel quotidiano e di svelare nuovi modi di abitare il mondo.
E’ proprio in questa capacità di ampliare i confini della quotidianità che risiede l’originalità dei racconti di Dorcey, inclusi in numerose antologie (l’ultima, The Faber Book of Best New Irish Stories 2006-07, curata da David Marcus) e in una raccolta, A Noise from the Woodshed (Onlywomen Press 1989), vincitrice del Rooney Prize for Literature. In un susseguirsi di ritratti fantastici e realistici, si delinea un universo femminile al tempo stesso ordinario ed unico, familiare e sconosciuto.
Elementi, questi, che caratterizzano anche il romanzo Biography of Desire (Poolbeg 1997). Qui Dorcey declina il desiderio al femminile, come desiderio lesbico, e ne racconta tutte le sfaccettature: rimpianto, senso di mancanza, ma anche sogno, fantasia e piacere. Le due protagoniste vivono questi sentimenti in tutta la loro intensità, per poi riviverli altrettanto intensamente attraverso la scrittura e lettura di un diario.
Queste biografie femminili e lesbiche hanno trovato espressione anche in versi. Mary Dorcey ha pubblicato quattro raccolte di poesie, ancora inedite in Italia: Kindling (Only Women Press 1982), Moving into the Space Cleared by Our Mothers (Salmon Poetry 1991), The River That Carries Me (Salmon Poetry 1995) e Like Joy in Season, Like Sorrow (Salmon Poetry 2001). In uno stile asciutto e lineare, attraverso un linguaggio concreto ed esatto, Dorcey canta di amanti, amiche, figlie, madri, donne che amano, donne che soffrono, donne impegnate in attività quotidiane e donne che nella quotidianità combattono battaglie individuali e tuttavia comuni. L’opera di Mary Dorcey è stata rappresentata in radio, teatro e televisione (R.T.E. e Channel 4). Al momento l’autrice è research associate al Trinity College Dublin e writer in residence al "Centre for Gender and Women’s Studies", dove tiene seminari di letteratura inglese contemporanea e laboratori di scrittura creativa.
Con questo incontro di Bologna si intende offrire l’opportunità di conoscere un’autrice la cui opera è ancora in gran parte inedita in Italia, in attesa di una futura pubblicazione delle traduzioni di una selezione di poesie e racconti.