Poetessa, giornalista e traduttrice (parla sette lingue), la libanese
Joumana Haddad, nata nel 1970 a Beirut, è tra gli intellettuali e gli
autori di spicco della sua generazione. I suoi libri sono stati
pubblicati in molti paesi del mondo e tra i suoi lavori figura anche
un’antologia di 150 poeti del XX secolo morti suicidi. Vincitrice del
premio del giornalismo arabo nel 2006, nel 2009 ha vinto il Premio
Internazionale Nord Sud della fondazione Pescarabruzzo nella sezione
poesia con la raccolta Adrenalina (Edizioni Del Leone, 2009). In
Italia è uscito anche Il ritorno di Lilith (Asino d’Oro, 2009).
Ha
inoltre ideato la rivista trimestrale Jasad che, prima del suo genere
nel mondo arabo, osa parlare di uno dei principali tabù della società
islamica: il corpo femminile e le sue implicazioni sociali. La rivista
ospita articoli, saggi e interventi di intellettuali, artisti,
scrittori e filosofi arabi e stranieri. Tra gli autori da lei
intervistati ci sono Roberto Saviano, Umberto Eco, Antonio Tabucchi,
Paul Auster, Yves Bonnefoy, Peter Handke, Elfriede Jelinek.
Preziosa
anche la sua collaborazione con il cinema: nel 2009 è stata co-autrice
e interprete del film Che succede? della regista libanese Jocelyne
Saab, e ha partecipato a un documentario del regista Nasri Hajjaj sul
poeta palestinese Mahmoud Darwish.
A febbraio 2011 uscirà in Italia
per Mondadori Ho ucciso Shahrazad, saggio sulla donna araba.