(Germania/Taiwan, 2009)
di Monika Treut (89')
Misteriosa storia d’amore ambientata tra Amburgo e Taipei. Attraverso continui flashback l’artista amburghese Sophie Schmitt rivive il dramma della morte improvvisa, e non chiara, della sua giovane amante taiwanese Ai-ling. Durante la presentazione a Taipei dell’installazione visiva dedicata ad Ai-ling, Sophie viene avvicinata dall’ambiziosa giornalista Mei-li che cerca di sedurla. L’artista la respinge, ma di lì a poco la rincontrerà ad Amburgo. Attraverso un veloce susseguirsi di eventi si scopre che la giornalista sta segretamente conducendo un’indagine sulla morte di Ai-ling, che non lavora per un giornale taiwanese e che è entrata illegalmente in Germania.
Monika Treut ci regala un’opera sofisticata che nel doppio movimento, sia negli incroci spaziali (Taiwan/Amburgo) che in quelli temporali (passato/presente), così sottilmente fusi l’uno nell’altro, sembra dirci che non è possibile delimitare la sfera della vita da quella della morte, separare i vivi dai morti.
La giornalista Paola Gabrielli e Antonia Ciavarella in dialogo con Monika Treut.
Monika Treut è nata a Mönchengladbach, Germania, nel 1954. E’ nota per i suoi lavori irriverenti sulla sessualità, quali Seduction: the cruel woman, Virgin machine, Gendernauts. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo Kriegerin des Lichts (2001), Begegnung mit Werner Schroeter (2003), Made in Taiwan (2005) e Den Tigerfrauen wachsen Flügel (2005).