Pratibha Parmar, inglese di origini indiane, ha iniziato a lavorare a metà degli anni ’80 per la serie Out su Channel Four, il canale progressista della televisione inglese.
Fin dai primi documentari emerge il carattere politico del suo lavoro cinematografico: la rappresentazione e la contemporanea denuncia del razzismo,
del sessismo e dell’omofobia. All’intento politico Parmar sa restituire un’ estetica
e una poetica cinematografica raffinata, mai convenzionale. È questo perfetto connubio che ha reso possibile, fin dall’inizio della sua carriera, una diffusione internazionale delle sue opere.
Nel 1991 la sua carriera giunge ad una svolta con l’uscita di A Place of Rage, un documentario sul ruolo delle donne afro-americane nel movimento dei diritti civili. Il film ha ricevuto il plauso della critica internazionale ed è stato nominato Miglior Documentario Storico dal National Black Programming Consortium negli Stati Uniti. Nel 1993, con Warrior Marks, Parmar affronta una grande sfida: il tema delle mutilazioni sessuali in Africa, in un momento in cui l’argomento era ancora un tabù per la comunità internazionale. Il documentario fu realizzato in collaborazione con la scrittrice Alice Walker e raggiunse un grande successo di critica vincendo più premi.
Nina’s Heavenly Delights è il suo primo lungometraggio, anch’esso premiato e presentato nei maggiori festival del cinema glbt, tra cui Nitrate Bodies a Bologna nel 2007,
Parmar ha diretto anche video musicali ed è co-autrice ed editrice di numerose pubblicazioni. Nell’ottobre del 2007 ha ricevuto il Visionary Award in onore di tutta la sua opera artistica al Festival Cinematografico One in Ten ed è stata vincitrice del Premio per i Successi di una Vita al Festival Cinematografico San Francisco Frameline.
Pratibha Parmar è stata per la prima volta a Bologna nel 1996, ospite di Immaginaria, Festival Internazionale del cinema lesbico e torna dunque nella nostra città a distanza di 12 anni. Soggettiva realizza un omaggio ad una delle più grandi registe lesbiche con una selezione dei suoi lavori più significativi non solo per ritracciarne il percorso politico ed estetico, ma anche per trovare nelle sue parole e nelle sue immagini quella forza emotiva, culturale e politica utili ad un paese, il nostro, sempre più lontano dalle conquiste di una civiltà moderna.